Sillabario

Nella lingua giapponese, al contrario di quella italiana, non esiste una distinzione vocale netta nella produzione dei suoni, quindi facendo riferimento alla coppia “consonante-vocale”, ad ogni elemento non viene attribuito un carattere proprio.

La lingua giapponese perciò non comprende un vero e proprio “alfabeto”, ma un particolare sillabario, il quale è formato da sillabe che danno vita a tutti i suoni, cosiddetti fondamentali, di questa magnifica lingua; lingua che, come vedremo, risulta particolarmente accattivante all’orecchio di “noi europei”.
Ma ritornando al nostro sillabario……Queste sillabe non possono essere in alcun modo scomposte; si potrebbe quindi dire che “viaggiano sempre in coppia”.
In totale incontriamo 45 suoni, comprendenti anche le 5 vocali che compaiono anche isolatamente nella formazione dei vocaboli. Abbiamo in aggiunta un’altra lettera che appare isolata, la “N” la quale andrà pronunciata emettendo una “N” nasale.
Abbiamo poi altre sillabe che vengono pronunciate come talune vocali, ma a riguardo di questo, la tabella che seguirà, sarà più esplicativa.

Tabella sillabario

Alcuni cenni storici

Stando agli esperti, questo sillabario si sarebbe originato grazie all’opera di un monaco buddista, Kuukai, vissuto a cavallo dell’ ’800, ormai noto come Koubou Daishi, ma più noto come calligrafo.
Questo sillabario prende il nome di “KANA”, ossia “caratteri presi in prestito”. Esso comprende suoni puri o fondamentali detti seion. Suoni impuri, risultanti dall’aggiunta ai precedenti, di un piccolo segno detto  “nigori” consistente in due trattini in alto sulla destra, oppure da un piccolo cerchietto detto “maru” (appunto cerchio), detti dakuon. Le 5 vocali prendono il nome di suoni “semipuri”, detti handakuon. Ci sono infine  36 suoni “contratti” che derivano dalla combinazione di alcuni delle precedenti sillabe, detti youn.

Questo primo sillabario è chiamato hiragana, che appare qui nelle righe superiori delle tabelle.
Un secondo alfabeto, chiamato katakana, è usato soprattutto nei testi scientifici, per la trascrizione di onomatopee, nomi stranieri o di origine non giapponese, tranne quelle cinesi; oppure per ragioni di stile. Questo sillabario è rappresentato dalle righe inferiori nelle tabelle.
Bisogna sapere infine che i caratteri dei due alfabeti sono stati “presi” da ideogrammi cinesi, modificati attraverso i secoli e giunti a noi sotto la forma attuale.

Una nota importante! I due alfabeti non possono essere usati nella stessa parola.