La storia del giappone

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Era Jomon e Yayoi

I primi segni di civiltà in Giappone sono da far risalire al X millennio a.C., dal mesolitico al neolitico, caratterizzati da una vita semi-sedentaria dedita alla caccia e alla raccolta con qualche accenno di agricoltura.
Venivano prodotti vasi di argilla decorati con l’ausilio di corde premute contro il materiale ancora fresco.
Nel 300 a.C. inizia il periodo Yayoi che si caratterizza per la coltivazione del riso e la produzione di oggetti in bronzo e ferro portati da immigrati dell’Asia continentale orientale.

Era classica

Dal III secolo a.C. al VII secolo, durante il periodo Kofun, si instaura un centro di potere nell’area di Yamato dalla quale discende la linea dinastica degli imperatori giapponesi.
Importato dal regno coreano di Baekje, il buddhismo, si diffuse rapidamente nella cultura giapponese.
In questo periodo ci fu un avvicinamento alla Cina dalla quale vengono presi spunti per organizzare la politica interna; venne proclamata dal principe Shotoku la Costituzione dei 17 articoli.
All’inizio del VIII secolo troviamo due grandi opere letterarie che rimangono ancora nella storia del Giappone: il Kojiki e il Nihon Shoki

Periodo Edo

Dopo la morte di Hideyoshi, Ieyasu venne nominato shogun nel 1603 e stabilì lo shogunato Tokugawa a Edo (la moderna Tokio). Egli divenne governante del Giappone e impose un sistema feudale centralizzato.
Dopo la sua morte, lo shogunato iniziò una politica isolazionista che durò per più di 2 secoli e portò all’apice lo sviluppo della cultura giapponese, con l’introduzione degli “studi giapponesi

Era medievale

L’era medievale giapponese è caratterizzata dai samurai, una classe governante di guerrieri.
Dopo la sconfitta del clan rivale Taira, Minamoto no Yoritomo venne nominato Shogun e stabilì il suo potere a Kamakura. Lo shogunato, dopo la morte del leader passato nelle mani di un altro clan, riuscì a respingere le invasioni mongole del 1274, grazie anche all’aiuto di una tempesta denominata “Vento Divino”, e durò per altri cinquant’anni.
Nel XVI secolo iniziò in Giappone un periodo di invasioni barbariche meridionali introducendo scambi commerciali e culturali con l’Occidente. Allo stesso tempo la nazione venne unificata nel 1590 da Hideyoshi, che tentò di invadere con pessimi risultati Cina e Corea.

Giappone moderno

Nel 1854 la Convenzione di Kanagawa degli USA forzò l’apertura del Giappone all’Occidente; lo shugunato perse il suo potere in favore di un ritorno all’imperialismo, caratterizzato da numerose istituzioni occidentali, come il sistema parlamentare.
In questo periodo il Giappone si trasforma in potenza mondiale capace di sconfiggere potenze europee come la Russia (1905).
All’inizio del XX secolo si vide per la prima volta un breve periodo di democrazia subito soffocato dall’espansione territoriale, che raggiunse il suo culmine con la Prima Guerra Mondiale.
Nel 1941 venne stretto un patto con la Germania nazista che permise al Giappone di espandersi verso la Cina; questo provocò un embargo di forniture di petrolio dagli USA, che tentò di indebolire così il proprio nemico. Il 7 Dicembre il Giappone attaccò Pearl Harbor provocando quindi la conseguente entrata in guerra degli Stati Uniti. Gli attacchi americani culminarono con i bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki che uccisero decine di migliaia di persone.
Al termine della guerra l’imperatore Showa ricevette l’immunità, non venne processato per crimini di guerra e mantenne la posizione di imperatore, seppur dopo molte critiche.
La guerra costò al Giappone un milione di vite e la sua rinascita si basò su una nuova costituzione pacifista che portò il Giappone a far parte dell’ONU. Lo sviluppo fu rapido e il Giappone divenne la seconda potenza economica mondiale.